Palm Springs

PalmSpringsCirca nel gennaio 1997 arrivai a Palm Springs, la prima notte avevo dormito da solo in un motel e avrei dovuto cercare qualcosa di meno dispendioso per soggiornare più a lungo in Città.

La mattina iniziai a cercare di orientarmi, trovai un Mc Donald’s e li mi feci subito un Big Mac e iniziai a cercare la strada per il deserto Hospital il luogo dove dovevo recarmi.

fortuna volle che incontrai una persona che abitava proprio  a due passi dall’ ospedale, era inverno c’era il sole e c’era caldo.

Questa persona si era presentata, avevamo iniziato a parlare a fatica in americano e mi chiamò in casa sua.

Non mi ricordo cosa mi aveva offerto da bere ma dopo andai a fare visita al desert hospital, mi chiesero la carta di credito e mi diedero appuntamento con il ricercatore la mattina seguente.

Dopo essere uscito dall’ospedale tornai a casa di questa persona che mi aveva chiesto di tornare, era molto simpatica questa persona, mi disse che in passato aveva preso il prozac anche lui, comunque facemmo amicizia presto.

L’idea di andare da uno psichiatra non mi era mai piaciuta,  e al desert hospital puntavano per mettermi con uno psichiatra che parlasse la mia lingua.

Non era quello che cercavo e visto che il sogno era solo immaginario presi il viaggio come una vacanza e iniziai a girare con l’amico conosciuto per Palm Springs e dintorni.

intanto io nell’hotel indossavo il mio vestito a puà rosso con le manichea a sbuffo e un abito da sposa in chiffon molto soffice comprato per poche lire alla Piazzola a Bologna.

Un giorno decisi di provare a liberarmi di questa mio piacere e strappai i vestiti in mille pezzi e li portai nel cestino in un sacchetto posizionato presso l’ hotel.

Avevo si strappato i vestiti ma non mi ero liberato dal desiderio e dal ricordo del piacere di indossarli e c’era una vetrina sempre chiusa con una bellissima gonna  a ruota i chiffon di quelle che piacevano a me.

Cercavo di essere più forte dei miei desideri ma alla fine erano solo atti masochistici che facevo contro me stesso.

Mi mancarono presto i miei vestiti, arrivai al punto di non avere più desiderio di rimanere la e feci il ritorno anticipato, presi un masterizzatore scasi 2x che in italia era una cosa che non la aveva nessuno e un cd di Star Trek e una notte dopo 15 giorni di soggiorno il mio amico mi venne a prendere in Motel portandomi in aeroporto con la promessa di risentirci e di ritrovarci.

presi il bimotore e dopo vari aerei tornai in Italia con uno splendido cappello in pelle da texano e gli stivali walker che per un po’ era il mio abbigliamento per qualche anno.

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