Attenzione – Esecutivo Centrale

Stanotte avrei un sacco di cose da scrivere ma do priorità a qualcosa che mi sta molto a cuore, la mia patologia e le sue caratteristiche. dagli studi sul libro della memoria di Alan Baddeley mi sono imbattuto nello studio dell’esecutivo centrale che fa parte del modello multicomponenziale della memoria dello scrittore, per ora prendo per buono questo modello o prendo quello che c’è di buono e lo confronto con me stesso da quello che percepisco e conosco di me stesso.
Come avevo già accennato in precedenza dispongo di una capacità attentiva limitata, anche corporea, posso mantenere tramite il SAS una piccola attenzione limitata sul corpo portandomi a movimenti più primitivi e meno evoluti si ripercuote ad esempio anche in altre attività che richiedono la gestione di più compiti contemporaneamente, anzi in questo caso ho un fortissimo crollo di prestazione perchè il mio SAS è molto limitato, come accade per i pazienti di alzheimer mi trovo in simili difficoltà come ad esempio parlare e ascoltare con più persone contemporaneamente e con un crollo della MBT più vistoso.
Questo limite limita anche le mie funzioni esecutive, ma proverò dare una risposta più specifica dopo avere parlato di una idea che mi è venuta per tentare di migliorare questo SAS.
Questa sera ero in birreria con un amico, molto appassionato di arti marziali e fa una ricerca su queste da molti anni, conosce anche il thai-ci e mi sono confrontato con lui come strumento per potenziare la MBT visti i movimenti e le forme da imparare e da creare, entrano in gioco molte componenti della memoria, dalla MBT alla MLT, all’esecutivo centrale e così via, perchè anche se si apprendono alcune forme dopo bisogna impararne altre per cui oltre che allenare il corpo si allena quella parte mia debilitata che è la memoria e l’esecutivo centrale. Però anche la meditazione mindfulness per me in questi giorni sta diventando uno strumento per allenare il SAS ma non credo sia sufficiente..
Questa estate forse potrebbe essere un pretesto per provare questa disciplina e verificare se la mia idea può portarmi a dei miglioramenti psicofisici, visto che in estate evito la palestra tradizionale, però credo che anche il ballo potrebbe essere efficace quanto il thai-ci, ma quest’ultimo non mi piace… per cui opto per il thai-ci…

comunque anche il lavoro di studio che sto facendo ricorrendo a informazioni autoreferenziali provenienti dalla MBT mi aiuta ad allenare l’esecutivo centrale, il modello di Baddeley introduce anche il buffer episodico, ma per parlare di questo ho bisogno di una riflessione più lunga perchè si entra nel pieno del mio deficit della mia memoria anterograda e necessita uno studio più approfondito, magari da più fonti e non solo da una.

Mentre sto andando avanti con lo studio del libro mi rendo sempre più conto che la perdita di significato delle parole causando una riduzione del loro span dipende da una cattiva associazione sensoriale di esse.

Sia mentre leggo che mentre ascolto ho una notevole difficoltà a legare le parole alle mie sensazioni e alle immagini, però ad esempio dalle immagini alle parole questo riesce più facile, dimostrato anche dai test cognitivi.

Quando una persona mi parla di qualcosa che non conosco o leggo di qualcosa che non conosco ho una notevole difficoltà crearmi una visualizzazione di quello che percepisco, fino a rendere la mia comprensione quasi impossibile, cosa che non accade invece se quello che ascolto e quello di cui leggo si tratta di esperienze autoreferenziali che comprendo abbastanza velocemente.

La mia attenzione o meglio il mio esecutivo centrale si attiva se le mie sensazioni sono legate ad eseperienze vissute, ad esempio le parole prendono significato se parlano di cose che appartengono alla mia esperienza, agisce la MLT, oppure si attiva se quello che vedo fa parte dei miei interessi o delle mie paure, l’attivazione dipende sempre dalla MLT, invece da quello che mi sembra di capire i casini nascono quando il legame con la MLT è più ridotto, quando il carico dipende dalla MBT, quello che viene descritto come taccquino visuospaziale, loop fonologico e buffer episodico sono implicati in questo problema.

Ad esempio se io ascolto una parola di questa parola ho un concetto visuospaziale che sensoriale, se questo legame non si crea la parola viene si riconosciuta dal magazzino fonetico, ma il significato lo perde perchè manca di una immagine visiva o una emozione sensoriale, per cui in mancanza di questi legami si riduce lo span di parole facendo diventare  la lettura delle parole o il loro ascolto come senza senso o senza significato.

Non so se esercizi di visualizzazione e percezione sensoriale potrebbero migliorare questa problematica, comunque sono in cerca di soluzioni e per problemi così pesanti ci vuole pazienza e le soluzioni vanno trovate con lo studio di questo problema, però ad esempio lo studio del problema stesso sembra che mi stia aiutando nel miglioramento di questa problematica associativa e visiva che caratterizza il mio problema apprenditivo, però adesso è ancora presto per parlarne, vedremo le migliorie con il tempo sempre se riuscirò a tenere traccia memonica di quello che ero prima e quello che sono ora, poichè senza questa traccia memonica i miglioramenti non sono visibili ne possono accrescere la mia autostima che è sempre limitata.

Allego qua sotto lo schema di memoria multicomponenziale di Alan Baddeley.

 

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