“Siamo Innocenti” Parte 2

Ho appena finito di leggere tutto di un fiato il libro di Charlotte Verniani “Siamo Innocenti” e sono sorpreso di quante cose veritiere siano descritte in quel libro.

Il libro mi ha riportato alla mente quando avevo 1 anni e andavo su in soffitta per indossare quel bellissimo vestito da bambina con busto elasticizzato, maniche a sbuffo e gonna fiorita, lo shock per il contatto con le stoffe sul mio corpo era fortissimo e lo è forte oggi come allora.

Io sono uno che ha ancora molta paura, però stamattina mentre scrivo questo articolo mi sono accorto che  a volte faccio il maschio perché sono spaventato moltissimo dalla mia parte femminile.

In quel libro forse sono ancora il crossdresser che sta cercando di passare il secondo cancello e piango per tutti quei abiti bruciati e distrutti per vergogna di me stesso..

Diciamo che per emanciparsi ci vogliono anni, non è roba da ridere, io lo sto facendo con una mattina mentale che riduce le mie facoltà cognitive e mi sono messo persino a studiare queste carenze cognitive creandomi schemi che forse potranno essere utili in futuro, per non parlare poi di quel sito durato 10 anni in cui avevo iniziato a girare per l’ Italia e creare gruppi di bipolari per uscire da quella vergogna e quell’isolamento che provoca il disturbo bipolare, se troverò la forza di fare quello che ho fatto con la malattia mentale anche con il mio essere crossdresser sicuramente in fatto di emancipazione farei dei grossi passi avanti.

Comunque il libro parla di strategie messe in atto da altri per usare la situazione sfavorevole del crossdresser per fare soldi e aumentare le entrate di commercianti o altro tipo di guadagni, mi viene in mente un sito che frequentavo sporadicamente che c’era una donna che organizzava degli shotting fotografici secondo me a fini di guadagni e non per altro.. a dire il vero i suoi vestiti mi facevano anche cagare…

Vivo in un piccolo paese e ieri mi è scappato detto a una persona che mi ha visto depilato che amo masturbarmi con la seta.. a dire il vero con stoffe come il georgette di seta chiffon o stoffe similari, mi viene duro e mi piace un sacco,  non so che conseguenze avrà questa cosa, adesso in chat sti coglioni hanno iniziato a fare gli asini per ora li ignoro poi vedrò cosa fare in futuro se rompono le scatole..

Sicuramente leggere il libro di charlotte mi riporta a me quando ho iniziato a fare le mie ricerche sul disturbo bipolare e invitavo gli altri ad informarsi sul disturbo, una persona informata con delle conoscenze può sviluppare molte più strategie di una persona disinformata e credo che il libro di charlotte e la sua conoscenza sia solo un inizio per conoscere meglio questo mondo inesplorato vissuto solo in segregazione e mai con altre persone, però per fare questo ci vogliono dei piccoli passi, altrimenti si rischia di fare il passo più lungo della gamba e per persone fragili come sono io od altre può significare anche il suicidio, adesso ho paura, ho paura perché non ho ancora strategie per difendere me stesso da persone che vogliono approfittarsi di questa situazione di mia fragilità e vulnerabilità.

Una idea che mi è venuta è che il libro di Charlotte può essere un ottimo libro per farmi conoscere e attirare l’attenzione su di me magari non so se in maniera positiva, sarebbe bello curiosa, poi le persone hanno teste diverse e menti diverse, però quando avevo il sito di sfida frequentato da tantissimi bipolari e persone non bipolari lo usavo come mezzo per fare conoscere me stesso e la mia malattia.

Il crossdresser non è una malattia, è un bisogno una necessità, sono istinti naturali con il quale sono nato e che ho avuto modo di scoprire per caso, o forse neanche per caso, però credo che sia necessario iniziare a scrivere di più sul nostro mondo e di quello che viviamo, io piano piano ho iniziato a farlo anche in questo blog, charlotte in un libro, il mio blog è autoreferenziale forse charlotte invece parla di persone in difficoltà che ha avuto modo di conoscere e descrivere nel suo bellissimo libro che per me è come una porta per aprire un mondo che ho sempre temuto e che temo ancora….

Vorrei solo dire un’ultima cosa di questo libro, io sono sempre stato una persona che ha fatto sempre fatica costruire delle relazioni perché per via della malattia e per via delle scarse possibilità di fare conoscenza per ragioni che ho già spiegato in precedenza in questo blog vedo la difficoltà di esprimere se stessi come impresa assai più ardua, essere se stessi non è facile, soprattutto in presenza di una disabilità e di una necessità di essere crossdresser che spesso sono ancora costretto a negare e a nascondere…

Per ora resta tanta solitudine ancora, ho bisogno di conoscere altre persone nella mia vita e altre donne spero, poi non so quello che mi riserverà la vita..

… chi vivrà saprà….

Tags: , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento