Una Educazione Anomala

Non so se avevo già scritto di questo argomento come ho intenzione di fare oggi oppure è qualcosa di nuovo, a volte la memoria non mi aiuta, ma visto che per me oggi questa cosa è importante la torno a scrivere perché credo che su questa cosa abbi ancora bisogno di lavorarci molto.

Dopo avere letto il libro di Charlotte Verniani, “Siamo Innocenti”, mi sento di uscire di molto da moti schemi che la società impone e che pensa di conoscere, diventa per me molto difficoltoso essere quello che vogliono gli altri invece di mostrarmi per quello che sono.

Sia i miei genitori che i miei nonni sono stati abituati a vedere la diversità come un problema e, essendo stato addestrato a sentirmi in difetto quando ero diverso dagli altri, questo sicuramente ha influito negativamente sulla mia crescita e sul mio sviluppo cognitivo e sessuale.

Forse da un punto di vista tutto questo potrebbe essere anche una protezione che in taluni casi come il mio può diventare parecchio nociva, ma come fare a essere se stessi anche quando la gente non lo accetta e non sentirsi anomali o difettosi?

Io questo non sono in grado di farlo ancora ma forse è una sfida necessaria per la mia soppravvivenza, non è facile riuscire ad emergere in una situazione del genere quando dalla vita si è abituati a sentirsi in difetto quando gli altri sono diversi da te… se fossi più intelligente forse potrei vedere la cosa come unna mancanza di altri e non di me stesso, ma più intelligente non lo sono, sono presenti dei deficit cognitivi che sto cercando di comprendere giorno dopo giorno, mi accorgo anche che una soluzione tecnica come sono solito a cercare non è possibile, per ora per ovvie ragioni già spiegate e già definite in questo blog.

Però il libro di Charlotte non è un libro, ma come dice Gianluca un mio caro amico bipolare è un attrezzo per farsi conoscere e uscire allo scoperto, per farlo ci sono molti rischi, uscendo così tanto dagli schemi è molto difficile essere accettati e apprezzati, anche si dà il 100 x 1000 e alla fine si rischia di essere catalogati come persone che non corrispondono al proprio calibro per via di pregiudizi e di incomprensioni.

Mi viene da pensare che a volte in presenza di deficit cognitivi se non si permette alla persona che li vive di esprimere se stessa, rischia di andare verso un peggioramento della patologia, invece che alla nascita di una persona diversa e nuova, ma non sempre le persone sono aperte a novità che non conoscono.

Io da sempre sono abituato a reprimere me stesso e cercare di mostrare aspetti non miei in maniera di non essere giudicato per quello che temo di essere giudicato per cose che non fanno parte di me stesso, ad esempio essendo un travestito temo di essere preso per un troione o per omossessuale che non lo sono e non penso di esserlo, i miei gusti non vanno in quel senso, e ho paura perché ci sono un sacco di persone intolleranti che hanno dei pessimi comportamenti rispetto a queste persone, non è affatto facile dare una giusta immagine di sè senza essere presi per persone che non rispecchiano la mia identità.

Se lo fossi forse allora dovrei preoccuparmi di difendere me stesso da comportamenti anomali, ma non essendo un omossessuale e un troione, ma mi travesto per una pura sensazione tattile con le stoffe e il piacere di vestirmi da dama vittoriana per gusti e sensazioni, non vedo perché devo essere giudicato per cose in cui non mi rispecchio e non mi identifico.

Resta comunque il fatto che questo mio amore di travestimento è una vergogna per i miei genitori e per i miei parenti per cui temo di perdere la mia abitazione e quello a cui tengo, per finire in nulla, a causa della mia diversità e del mio strano modo di essere.

Sia i deficit cognitivi che questa mia diversità fino ad oggi per me è significato emarginazione ed isolamento, non so se ci sono persone che possono accettare questo mio essere diverso, lo so esco da tutti gli schemi conosciuti, la paura di essere me stesso e celare questa mia diversità si è tradotta in parecchi momenti anche in episodi di bullismo nei miei confronti, e spesso da questi episodi non ho ancora imparato a difendermi o reagire da questi… sono molto spaventato, è una sfida durissima, una parte di sfida sono emerso ma da dal mio tarvestirmi ancora no.

Oltretutto credo che con me è facile fare bullismo, i miei hanno espresso le loro ragioni con la forza e con gli urli, ma non con l’intelligenza, non ne sono dotati, credo che questo comprenda l’intera generazione, per cui le conseguenze sulla mia persona sono direi parecchio evidenti…

Forse oggi comprendo da cosa è causata la mia solitudine, il non potere essere me stesso è come non avere nessuno e nessuna e questo è veleno per la mia anima e per il mio corpo…

Ogni volta che riesco essere me stesso con una amica smetto di essere solo, per ora mi capita solo con qualcuna e raramente… vorrei cambiare questo raramente in più spesso.. uscire da questo ghetto è energia e liberazione, ma in molti questo non lo hanno ancora capito, ma ho molta paura di farlo farlo capire e di farmi comprendere…

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