Imparando da altri CrossDresser

L’altro giorno ho avuto opportunità di parlare con Charlotte Verniani, la scrittrice del libro “Siamo Innocenti” che avevo già citato in precedenza, e dopo che ho parlato con lei ho riflettuto su alcune cose che piano piano sto iniziando a comprendere un pochino meglio.

I vestiti per me sono un notevole piacere erotico, ma al contrario di molti che li indossano solo per erotismo io li indosso perché mi piace sentirmeli addosso anche dopo il piacere erotico, per me i vestiti sono come una estensione del mio corpo, sono in grado di darmi sensazioni e emozioni che sono necessarie alla mia vita e alla mia esistenza.

Cosa significa questo?

Molte volte ho sentito queste emozioni e sensazioni come controcorrente e fuori dagli schemi per cui per cercare di liberarmi di queste sensazioni ed emozioni molte volte ho cercato di bruciare e fare a pezzi quello che mi dava emozioni piacevoli e gradevoli perché non erano in linea con quello che mi avevano insegnato e che ho appreso dalle persone con cui vivo.

Non credo sia possibile liberarsi da questo, non siamo noi a scegliere quello che ci piace e quelli che ci interessa, è come un codice scritto in natura, e quando ho cercato di liberarmi malamente di queste mie dolci sensazioni ed emozioni sono andato contro alla mia natura facendo male a me stesso e al mio corpo perdendo completamente il rispetto di ciò che sono e di ciò che amo.

Vivere una cosa così non è affatto facile, per la maggior parte delle persone i vestiti che amo sono solo pezzi di stoffa che si consumano e che si gettano quando perdono estetica e si consumano, questo non vale per me.

I vestiti come ho detto prima sono come estensioni del mio corpo e della mia persona, per cui quando vedo bruciare o distruggere un vestito che amo per me è come vedere la propria donna amata violentata e malmenata, una cosa terribile, e il solo pensare che molti di questi vestiti che amo vengono bruciati perché invenduti o non più di moda lo vivo molto male, ho sempre avuto paura parlare di questo, me ne sono sempre vergognato, ma per me tutto questo è come vedere uccidere una persona che amo e la mia vergona mi ha reso complice della distruzione del mio amore.

Fin da quando avevo scoperto l’attrazione per questi vestiti e non erano ancora diventati anche un piacere erotico li vedevo fatti a pezzi nelle officine e usati come stracci, erano usciti di moda e forse macchiati, per me è sempre stata una cosa assai traumatica, ma non potevo fare nulla per prendere quello che mi piaceva e mi interessava.

Oltretutto a volte quando mi innamoravo di una ragazza facevo a pezzi i vestiti che riuscivo a salvare per me stesso, ma alla fine visto che anche se li facevo a pezzi e li bruciavo per me erano sempre importanti non ho mai avuto in passato di parlarne con nessuno, ero troppo piccolo a 16 anni o  a 17 anni per parlare di queste cose e con tantissima paura e poca consapevolezza… poi vedevo  la mia malattia mentale e questa adorazione per questi vestiti come qualcosa che mi avrebbero emarginato a vita, ci sono andato molto vicino, ma di questo ho ancora molta paura.

Non so quanto questo possa essere folle, i vestiti che mi piacciono sono per me cose importantissime di cui vorrei sempre avere indosso e potere trarre il massimo piacere come ho sempre fatto, non è facile, a volte immagino ad esempio che i miei vestiti preferiti di dolce gabbana invenduti vengono inceneriti in un forno, la mia vergogna con il tempo mi fa eccitare sessualmente anche quando vengono distrutti come qualcosa di sadico, forse una follia, lo so voi direte sei completamente fuori di testa ma io vivo per questi vestiti e ogni giorno che passa per me diventano sempre più importanti e necessari.

Comunque credo che in tutto questo sia importante la comunicazione, ho bisogno di parlare con altri Crossdresser e forse di vivere questa esperienza fuori dalle mura in cui mi sono sempre nascosto per paura di ripercussioni sulla mia vita e sulla mia persona.

Come ho sempre detto sono una persona fragile e vulnerabile, forse amo la delicatezza e la fragilità di questi vestiti perché sono lo specchio di me stesso che vorrei amare e adorare per la sua delicatezza e la sua fragilità.

In tutto questo ho bisogno di protezione come vale per le donne, sono ancora molto timoroso, ho bisogno di sentirmi protetto e sicuro di me stesso, per ora non lo sono, ma spero di poterlo essere parlando con altri crossdresser e altre persone che mi aiutano a crescere e a riflettere.

Ci sono persone più giovani che hanno fatto i passi molto più grandi dei miei e forse con più facilità di quello che sono riuscito a fare fino ad oggi.

Non so come andrà a finire ma sono arrivato a un punto che il nascondiglio inizia sempre ad essere più stretto e non funzionale per quello che mi serve nella mia vita e nella mia esistenza.

Me la caverò?

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Commenti (1)

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    maria

    |

    Penso che ce la farai. Ci vorrà tempo, perché l’abitudine di nascondere il tutto a te stesso e ad altri è dura da superare.
    Ho letto il libro di Charlotte, fantastico, magari potresti avere qualche dritta da lei.

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