Una Intelligenza che Non Mi Appartiene…

Mi ritrovo a 48 anni di cercare di apparire come se non avessi deficit cognitivi e cercare di apparire di farmi vedere con una intelligenza emotiva che non è certo la mia.

Sicuramente tutto questo è impossibile, ma vivere con dei deficit cognitivi a 48 anni che limitano autonomia e forse la mia intelligenza emotiva è equiparabile a una persona di 9 anni tutto diventa complicato, il mio sviluppo è contrastato dai miei limiti cognitivi che incidono sia sulla mia vita sociale che lavorativa.

Forse la psichiatria ha un sacco di nomi e definizioni per descrivere i miei limiti, però il casino secondo me è che li descrive soltanto e non ne conosce la sua costituzione.

Pochi giorni fa mi ero proposto di creare un diagramma a blocchi che descrivesse il mio disagio psichico e di tracciare qualcosa per capire come potesse funzionare al meglio, non l’ho ancora fatto, stasera sono molto stanco e per ora rimando un po’ il tutto, però forse prima o poi mi metterò a farlo.

La mia riflessione di ieri è stata quella di vedere in che maniera potevo uscire dal mio deficit intellettivo e sentirmi una persona astuta e colta, cosa impossibile direi, credo che il sentimento di inferiorità che mi coglie difronte alle persone senza i miei deficit cognitivi mi accompagna sempre, e la mia autostima sarà sempre deficitaria o forse assente.

Dico questo perché il discorso è molto semplice, se non sono in grado di apprendere e la curva di Hebbingause che parla dell’oblio è molto più inclinata rispetto alle altre persone, anche se riuscissi a essere intelligentissimo da programmare i miei neuroni come vorrei non sarebbe sufficiente, l’intelligenza non può sostituire l’esperienza, io magari riesco meglio in piccole cose che richiamano a un discorso logico senza dovere per forza avere una esperienza in merito, invece nelle cose che richiedono esperienza il mio crollo è notevole, fanno però eccezione quelle situazioni in cui la mia esperienza si attiva in automatico senza particolari sforzi perle cose abituali, mentre per le cose nuove il crollo è notevole, sia la comprensione che il problem solving crollano di netto.

Vediamo ora l’intelligenza emotiva:

Io è come se fossi una persona di 9 anni legata al suo orsacchiotto e ai suoi giocattoli, per me sono cose vive e insostituibili, ad esempio con i vestiti, con l’orsacchiotto e con le mie cose si crea un legame come se fossero per me di vitale importanza, non è materialismo, non so se il legame tra orsacchiotto e bambino si possa parlare di materialismo, ma come un bambino ho bisogno di un legame e di avere una protezione, con i vestiti invece forse bambina ma credo che sia solo un fatto culturale e non molto scientifico questa suddivisione, ma il legame credo che sia quello di una persona di 9 anni.

Poi anche nella sessualità negli affetti, spesso vedo l’attrazione con l’altro sesso più legata a un bacio e un abbraccio, più infantile direi rispetto a un rapporto sessuale e di complicità che può avere una persona adulta.

Però vorrei fare un discorso razionale se mi viene:

io ho 48 anni, non ho il controllo dei miei impulsi, delle mie emozioni se non in parte con notevoli limiti cognitivi, però il disagio sta nel cercare di imitare qualcosa di incomprensibile che va oltre il mio stato intellettivo, sia razionale che emotivo, questo crea scompenso e crea disagio, paura, terrore, dolore, fino a portami al suicidio.

Credo che quello che sto facendo sia qualcosa di infernale, però la vergogna di quello che mi limita è molto forte e credo che quello che non mi permette di prendere le mie autodifese sia questa vergogna che mi fa sentire sempre da meno e non degno di essere rispettato come persona e come essere umano.

Sicuramente è logico che quello che mi isola da un punto di vista sociale e affettivo è il mio deficit di intelligenza cognitiva, però adattare questo deficit con gli altri è molto difficile, io non ci sono ancora riuscito, trovare persone con cui potere vivere compatibilmente a questa mia carenza è complesso e difficile, inizio a vedere le persone più incompatibili, ma il vero ostacolo nasce dal fatto che devo mascherare questi miei limiti senza avere ancora trovato il modo di viverli serenamente senza pericolo sentirsi diversi e schiacciati dal prossimo..

Ho molta paura fare emergere queste emozioni, ho mille ragioni di avere paura, quello che vivo sono le stesse emozioni di un bambino e non di una persona adulta..

Una amica di chat mi disse che suo figlio quando si stancò del suo orsacchiotto lo bruciò nel camino, come se ci fossero cose che non servono più quando si cresce, io la crescita non l’ho mai avuta credo, non so se ne avrò mai una, ma per ora anche se non ho un orsacchiotto lo vedo ancora una cosa terribile per me, magari per me non è l’orsacchiotto, ma è il vestito da principessa o il mio stereo, ma è sempre come distruggere qualcosa che mi lega alla mia infanzia che non ho mai finito di vivere..

Ci sono molti bulli, però a volte i bulli li trovi anche in luoghi dove non penseresti mai…

deficit cognitivi, emozioni, intelligenza emotiva, maschera

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