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Boicottare Israele – Il Libro

Questo libro ha attirato molto l’attenzione perchè mette al centro le nostre azioni piccoli cittadini per fare qualcosa contro lo sterminio dei palestinesi che avviene a Gaza.

Pensare di isolare israele economicamente e socialmente non è cosa certo facile perchè esso agisce su tutti i fronti per cui persone come Francesca Albanese o il Movimento BDS che si mette dalla parte degli oppressi riconosciuto anche dall’Onu vengono viste come persone pericolose e organizzazioni a carattere terroristico secondo quello che comunica Israele.

Molte aziende italiane ed estere sono coinvolte nell’insediamento dei territori occupati illegalmente e sono anche di supporto per lo sterminio a gaza dei palestinesi, per i marchi vi consiglio di leggere questo libro acquistabile presso l’indipendente online e come dice una citazione del libro chi resta neutro è come se si schierasse dalla parte dell’oppressore, per cui è importante più che mai cercare di difendere i diritti delle persone oppresse perchè chi colonizza stermina gli abitanti originali della zona e espande la sua egemonia a discapito dei possessori delle terre e delle loro ricchezze.

Molte aziende, scuole università, agenzie di informazione sono legate ad Israele e lo supportano sia negli armamenti, i palestinesi vengono usate come cavie per le loro armi, macchinari da demolizione, una scuola che fa apparire i palestinesi come terroristi invece che oppressi, il popolo che una volta era stato sterminato dai nazisti ora sono diventati fautori di sterminio e colonizzatori illegali, insieme ad America Europa e Occidente.

Cercare di boicottare i prodotti e i marchi che operano in israele e lo supportano non è certo facile, perchè sia dai farmaci che ne facciamo uso tutti e spesso non ci sono alternative, oppure di case legate all’informatica, ai marchi per lo shopping e tante altre cose non è cosa facile… anche nelle piccole industrie si usano cose che alimentano i guadagni di Israele, ma dove si può magari si può tentare di sfavorire questi marchi e cercare alternative per fare si che il supporto ad israele si limiti di più e che si arrivi al ricoscimentoi dei palestinesi e della terra della palestina.

Io non cito i marchi che sono citati in questo libro, ma comunque vi consigllio l’acquisto se anche voi volete saperne di più e magari di essere meno neutri e più consapevoli su quello che alimentiamo con i nostri soldi e le nostre spese, comprese le banche e le assicurazioni.

Francesca Albanese è stata più volte accusata di diffamazione e di diffondere notizie false, ma avendo visto le foto dei fotografi che sono stati a Gaza e avendo anche fatto dei seminari con loro ho iniziato a farmi sempre di più delle domande, comunque il movimento BDS ha già fatto crollare l’ apharteid in sudafrica e spero che facci crollare anche il genocidio a gaza dei palestinesi da parte degli israliani, ma credo che ci vorrà molto tempo perchè ci sono moti soldi in campo e molte ricchezze alle quali gli israliani voglioni impadronirsi a discapito delle popolazioni più deboli.

Si pensi che alcune aziende che conosciamo tutti di nostro uso comune bloccano l’accesso ai palestinesi e ne impediscono di usufruire dei loro servizi, una carta di identità palestinese è quasi come avere una carta di identità ebrea ai tempi del nazismo.

Io credo che se qua in italia avessimo petrolio, terre rare e diamanti saremmo gia stati estinti e trucidati, proprio come capita ai palestinesi.

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