TEDx Modena 2026 – Heritage


Ieri sono andato al TEDx Modena a vedere soprattutto Stefano Ferri.
Un po’ ho avuto l’ansia sull’oufit da usare, ero preoccupato di non avere l’abbigliamento adatto per l’occasione e non sapevo come vestirmi.
Essendo che tutti a questi eventi sono molto eleganti dopo varie chat con qualche mia amica ho scelto questo outfit che mi sembrava più indicato per l’occasione.

Non so se i sandali erano opportuni, ma avevo anche un paio di scarpe con i tacchi ma siccome non sapevo la strada che dovevo fare a piedi ho scelto i sandali per comodità e non per decenza.
Andare a Modena e camminarci da solo avevo un po’ di ansia, ma era immotivata perchè quando mi ci sono trovato ero molto tranquillo e anche felice.
Arrivato la ho preso una birra in un bar e dopo ho fatto l’ingresso e sono entrato in Chiesa San Carlo sedendomi subito dietro agli sponsor.
Durante l’ingresso una bionda carina inglese mi ha detto “how are you?”
Io un po’ spaesato non ho fatto in tempo a connettere ma era molto carina e mi sarebbe piaciuto provare a parlare con lei, ma la mia lentezza cognitiva non sempre me lo permette.

Il tema del TEDx Modena era questo:
Con il tema “Embrace Your Heritage”, l’evento invita a riscoprire e valorizzare le proprie radici culturali, storiche e personali come punto di partenza per immaginare e costruire il futuro.
Speaker da tutto il mondo condivideranno idee, esperienze e visioni capaci di ispirare, connettere e aprire nuove prospettive
Alle 15 sono iniziati gli interventi e subito sono stato colpito dalla fotografa Debora Guetta

Spesso faccio foto per connettermi al mondo e agli altri, le foto che lei ha mostrato, i giochi di ombra e trasparenze non sono casuali e la sua creatività mi ha colpito molto. L’intervento era in inglese, per cui ho capito poco, riesco solo a capire quulche parola in inglese, ma un discorso proprio no !!!
Poi verso la vine della prima parte è stata la volta di Stefano Ferri:

Nel suo intervento mi ha colpito una cosa, che per realizzarci dobbiamo lasciare al mondo e all’ambiete qualcosa di più di quello che abbiamo trovato, partendo dalle proprie radici storiche e dall’ambiente in cui abbiamo vissuto e viviamo e questo lo facciamo ogni giorno.
Per come interpreto io il suo messaggio e con la strada che ho fatto con il mio disturbo bipolare e adhd, è importante che io ogni giorno dia qualcosa a me stesso e anche al mondo, questo va fatto nel presente, non nel futuro.
Poi nella seconda parte un messaggio che mi ha colpito molto è stato quello citato nell’intervento di Giovanna Arcangeli:

Il messaggio è che quando si crolla a volte si ha bisogno di ricordarci che non è finita qua… da una sua difficoltà che la aveva stremata lei ha combattuto grazie anche alla motivazione del padre, quella voce quando avevo fallito i miei tentati suicidi a volte la sentivo, tutti crolliamo, ma quando si crolla abbiamo bisogno di sapere che forse non è finita del tutto e che forse si può fare qualcosa, e il messaggio “non è finita qua!!!” mi auguro che in me riviva sempre ogni volta che mi trovo in crisi e in ogni momento in cui sono perduto.
Questa frase mi auguro che risuoni in ognuno di noi anche quando ci sentiamo finiti e spacciati.
Ci sono stati un sacco di altri interventi interessanti ma ringrazio sempre Stefano Ferri con i miei curanti per avermi dato il coraggio di uscire allo scoperto con il crossdressing e non usare più questa maschera che mi reprimeva e ringrazio persone come Giovanna Arcangeli che ci ricorda che quando si è finiti forse non è detta l’ultima parola, ma c’è ancora una chance, forse ci si può provare ancora!!!!
Se posso scrivere in questo blog è merito anche della mia famiglia che mi ha permesso di acquisire i mezzi per farlo, ma anche è loro il merito se oggi posso curami al meglio e combattere le criticità della mia patologia, grazie anche ai miei medici curanti.
Infine ringrazio Stefano Ferri per questa foto con lui a cui ci tengo molto con questa dedica.

