Crossdresser “Stefano e Stefania, Le Due Parti Di Me” di Stefano Ferri: la mia seconda lettura 📖


Stamattina ho finito la seconda lettura di “Crossdresser – Stefano e Stefania, Le Due Parti Di Me” di Stefano Ferri. ✅
Una lettura più attenta 🔍
Con il mio ADHD e l’attenzione sempre “in background”, questa volta sono riuscito a concentrarmi molto di più su ciò che leggevo, e ci ho messo molto più tempo rispetto alla prima volta.
Mi erano sfuggite diverse cose. Ad esempio i problemi di balbuzie di Stefano Ferri, che non avevo letto: è qualcosa che appartiene anche a me, ma che lui ha superato, mentre io tendo ancora a balbettare, e ci sono momenti in cui la mia balbuzie si fa più profonda. Mi era sfuggito anche il tempo trascorso dal suo coming out con il padre, e avevo quasi dimenticato i vari problemi sul lavoro raccontati nel libro.
Credo che certi libri vadano letti più di una volta, e questo è uno di quelli per cui ne vale la pena.
L’incontro a Bologna 🤝
Recentemente ho incontrato Stefano Ferri a Bologna, il 24 settembre, dopo essere rientrato al lavoro in seguito all’infortunio causato da quei quattro ragazzi che erano venuti a infastidirmi a casa mia.



Identità, sessualità e rispetto 🌈
Una cosa che mi ha colpito nel libro è la difficoltà che hanno gli uomini che amano indossare abiti femminili nel fare i conti con la propria sessualità e la propria identità: il libro ne è un esempio, e anche a me questo ha dato parecchio filo da torcere.
Credo che, come bisogna imparare a rispettare i gay, i trans o qualsiasi altra persona, bisogna anche imparare a non avere paura di essere uno di loro: sono persone come noi, e come tali vanno rispettate.
Io, ad esempio, sono un uomo con una fortissima femminilità: mi identifico come uomo, ma la mia femminilità è molto profonda, e a volte mi sento fragile e vulnerabile. Nonostante la mia femminilità e il mio crossdressing, la mia attrazione verso il sesso femminile non cambia, e non mi identifico nemmeno come una donna. Persone come me meritano rispetto e protezione.
Imparare a difendersi 🛡️
Il problema è che, come racconta anche il libro di Stefano Ferri, da uomo si è chiamati a proteggere, anziché sperare di essere difesi dai bulli — e anche le donne subiscono bullismo da parte di altre donne. Per questo il mio problema principale è imparare a difendermi senza aggredire e senza distruggere. La mia rabbia, il più delle volte, mi porta a voler infierire invece che risolvere, ma questo è anche segno di una bassa intelligenza emotiva: non per nulla sono nello spettro autistico e ho l’ADHD, con quella che si chiama disregolazione emotiva.
I primi anni di crossdressing allo scoperto 👗
I vestiti femminili mi rendono felice, e non faccio male a nessuno: non vedo perché qualcuno dovrebbe vietarmene l’uso, visto che non arrecano danno a nessuno. 💖
Come racconta il libro di Stefano, anche io sto affrontando i primi anni di crossdressing allo scoperto, e per ora esco solo accompagnato. Credo sia un grande limite, e come ha fatto Stefano devo iniziare a uscire da solo; ma, se devo essere sincero, gli estremisti, islamici e di destra, mi fanno molta paura, comprese le bande di ragazzi, come è successo anche a Ferri.
In conclusione ✨
Il libro parla di molte difficoltà vissute da crossdresser, ma anche di tante rivincite. Nel mondo siamo più di 7 miliardi di persone: c’è chi è contro di noi e chi ci è vicino, e credo che in fin dei conti si debba valorizzare chi ci sta accanto e proteggersi dai bigotti che vogliono calpestarci e metterci fuori gioco. Non è facile, ma il problema dell’autodifesa è di tutti, non solo nostro o mio. 💪
Stefano Ferri ha scritto anche un altro libro, “Due vite, una ricompensa”, che presto leggerò: l’ho preso all’evento in cui lo presentava insieme a “Crossdresser”, il libro di cui ho appena scritto la recensione. 📚


