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Frammenti Di Solitudine – Rev 1

Cari lettori,

con grande soddisfazione vi annuncio di aver completato la prima revisione del mio libro, Frammenti di solitudine. È un traguardo a cui tenevo molto: rileggere, correggere e affinare un testo così personale non è stato semplice, ma ogni pagina rivista mi ha avvicinato un po’ di più al libro che avevo in mente quando ho iniziato a scriverlo.

Per festeggiare questo passo avanti, ho deciso di condividere in anteprima l’introduzione del libro. È il punto da cui parte tutto il racconto, e credo sia il modo più onesto per farvi capire di cosa parla davvero Frammenti di solitudine.

Anteprima: l’introduzione del libro


Come diceva Lady Whistledown in Bridgerton, se state iniziando la lettura di questo scritto, qui narro i miei trascorsi nell’ambito di una neurodiversità: ADHD, Disturbo Bipolare e Spettro Autistico, con tante comorbilità associate.

Vivere una neurodiversità in cui gli stati emotivi sono forti e incontrollabili, dove gli sbalzi di umore sono frequenti e pesanti (marcati dalla frustrazione delle aspettative nei miei obiettivi e nelle relazioni sociali) è difficile. I problemi con l’altro sesso mi hanno sempre portato a un abbassamento drastico della mia autostima e del mio umore, fino alla paralisi da ADHD e, in passato, anche a tentare il suicidio. Eppure, nonostante tutto, non mancano i momenti felici e le conquiste personali e lavorative.

Però un deficit di memoria, sia a breve termine che retrograda, mi fa dimenticare i miei successi, lasciando spazio solo alle emozioni negative degli insuccessi. Per questo molte volte diventa difficile buttarsi e avere fiducia in me stesso. A volte mi spingo comunque, anche se ho paura (ma la fiducia, nella maggior parte dei casi, è sempre la prima a mancare).

Dopo molti traumi che hanno il sopravvento nelle mie decisioni e prospettive, provo a mettermi in luce con questo scritto e a cercare di attirare l’attenzione di qualche lettore, sperando di fare una conoscenza e di uscire dall’isolamento creato dalla mia neurodiversità. Frequento qualche amico, ma raramente amiche. La solitudine che si vive, molte volte, è forte. Per me, stare bene con una donna (sia come amica, sperando di trovarne una con cui avere un briciolo di intimità) fa sì che il peso delle mie problematiche prenda un altro sapore. Quell’autostima devastata è alleviata da qualcosa di positivo che nella mia vita è sempre mancato, ma sempre cercato. Anche se ora, a 54 anni, la ricerca è molto ridotta, a volte ci spero ancora. Per ora il desiderio di intimità con una donna è poco soddisfatto, perché sono sempre stato un pessimo «cacciatore» e ho sempre avuto molto bisogno di essere desiderato.

Ho fatto passi in avanti in molti punti della mia neurodiversità e raggiunto qualche obiettivo importante. Prima ho iniziato a togliere la maschera (il masking autistico) e sono diventato più me stesso. Recentemente ho espresso anche il mio amore per gli abiti femminili e sono uscito allo scoperto dopo mezzo secolo. Ma molti passi devo farli ancora, e ho ancora molto da imparare.

Allora, se vi interessano queste cose, vi auguro buona lettura. Spero che troviate i miei vissuti e le mie argomentazioni di vostro interesse.



E adesso?

La prima revisione è solo un passo del percorso: seguiranno altre letture, altre correzioni, e — spero presto — la pubblicazione. Vi terrò aggiornati su ogni tappa.

C’è un desiderio in particolare che porto avanti insieme al libro: spero di poterlo far uscire accompagnato dalle fotografie che ho scattato e raccolto nel tempo, quelle che raccontano per immagini i miei trascorsi. Credo possano dare al testo un’altra profondità, mostrando un volto in più di questo percorso.

Grazie per essere qui e per il tempo che dedicate a questo progetto così importante per me.

A presto, Il Vostro Autore Gabbo

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