La Delega e il Silenzio.
A Circa a 16 anni andavo in palestra, ambivo a essere forte come Rocky e quando facevo le addominali mi facevo dare un botta negli addominali ogni alzata.
Molti erano sorpresi dalle mie prestazioni fisiche e c’era anche chi mi ridicolizzava e mi prendeva per i fondelli.
Durante le addominali in una palestra vicino a casa avevo una bella ragazza bionda e una mora, lei la bionda, si interessò a me e io ero contento ma allo stesso tempo dovevo nascondere tutto ciò che ero.

Circa a Giugno del 2001 se non erro progettai di morire con il gas, una sera presi la punto, caricai i vestiti di seta sintetica che da poco avevo comprato e caricai una bombola di gas nel baule.
Dopo avere chiuso l’attività e essendomi messo un po’ nei casini per alcune cose che facevo mi rivolsi a una ditta di elettronica, direi inverno 2001.
Dopo che Silvia Bet. mi aveva lasciato e avendo perso la totale mia autostima e dignità di me stesso correva sempre in me il pensiero ossessivo che io con tutto me stesso non arrivavo da nessuna parte e lei con meno poteva arrivare dove voleva, immaginavo che mi guardava e mentre lo faceva mi disprezzava e buttava spazzatura sulla mia persona.
Questo ricordo mi è rimasto impresso come l’ occasione perduta.
Queste parole sono le parole che mi sono più rimaste impresse da Silvia Bet.